domenica 23 marzo 2014

Lo sceneggiato



Noiosa domenica che dovrebbe inaugurare la primavera, invece ha i colori e la temperatura di novembre.
Io, il divano e il telecomando. 
Girando tra i canali scopro un vecchio film, anzi uno sceneggiato, termine che avevo persino scordato... E così sono andata a curiosare nel passato.

Il primo sceneggiato dal titolo "Il Dottor Antonio" è del 1954, ma non ebbe grande successo; ben diversa fu la sorte, nel 1955, di "Piccole Donne", sceneggiato in quattro puntate tratto dal celebre libro di Louise May Alcott, che immagino qualsiasi donna abbia letto. Ammettiamolo, chi non ha sognato di essere Jo?

"Piccole Donne" aveva un cast con nomi quali Alberto Lupo, Arnoldo Foà ed Emma Danieli, nota Signorina Buonasera della RAI.

Visto il successo la RAI continua con la produzione di storie raccontate in poche puntate, ma dal grande potere attrattivo verso il pubblico che, all'epoca, si riuniva in un'unica dimora o al bar del paese per seguire gli episodi.
Del 1956 è "Cime Tempestose"; nel 1957 ben 5 sceneggiati e, man mano che passano gli anni, sempre più storie  - in particolare tratte dai grandi classici -  appaiono sul piccolo schermo per appassionare donne e uomini di ogni età.

Esattamente non sono riuscita a scoprire quando lo Sceneggiato ha assunto il nome di "Fiction", ma è comunque un genere tutt'ora in voga e che ha subito non solo il cambio di nome, ma l'adattamento al cambio dei tempi.

Ad essere onesta, non sono un'amante del genere, ma rivedere episodi del passato, degli anni '70 in particolare, mi diverte e mi rilassa.


giovedì 20 marzo 2014

“VALEGGIO VESTE IL VINTAGE” - 11a Edizione


"Valeggio veste il Vintage" è frutto della passione e del lavoro di un gruppo di persone, volontari ed amici: l'Associazione Percorsi, impegnata dal 1994 con il Mercatino dell'Antiquariato, con ProLoco Valeggio, la collaborazione di Arte & Viaggi e l'appoggio dell'Amministrazione Comunale, propone dal 2009 un progetto che unisce moda, design, accessori d'epoca e modernariato, creando nel tempo un appuntamento seguito ed apprezzato nel panorama delle manifestazioni del settore.

Oltre 60 tra i migliori espositori italiani di autenticovintage, danno vita ad una mostra-mercato che anima il centro storico di Valeggio sul Mincio – Verona; un viaggio a ritroso nel tempo, dove riscoprire la raffinata sartorialità dei modelli anni '50, i colori e le fantasie della moda "beat" anni '70, cappelli d'epoca, bijoux americani, occhiali, borse e accessori, ma anche “pezzi unici” per collezionisti e archivi del costume, preziosa fonte di documentazione per stilisti, produzioni cinematografiche e redazioni di moda.

Non mancherà la mostra collaterale a tema, intitolata "Happy Days", che proporrà alcuni modelli, restaurati e perfettamente funzionanti di jukebox anni ’50 e ’60 e flipper, selezionati dal collezionista Angelo Zordan.

“VALEGGIO VESTE IL VINTAGE”Domenica 11 Maggio 2014  
Piazza Carlo Alberto e centro storico di Valeggio sul Mincio
INGRESSO GRATUITO.


In caso di pioggia la manifestazione si svolge al coperto
presso i padiglioni del Mercato Ortofrutticolo - Zona Artigianale | Via Giacomo Gottardi.




giovedì 28 novembre 2013

Vintage della Gran Madre - Speciale Avvento

Per chi è di Torino e ama il vintage, l'appuntamento in Piazza Gran Madre è un passaggio quasi obbligato.
Si tiene ogni terza domenica del mese, dalle 8 alle 18.

Gli espositori propongono una selezione davvero particolare: non solo abiti e accessori - per chi colleziona cappelli suggerisco di andare a dare un'occhiata - ma tanta oggettistica e, davvero degni di nota, le stoffe e i pizzi d'epoca.

L'atmosfera è cordiale e molto retrò. Non è insolito ritrovarsi a chiacchierare con persone che conoscono la storia dei prodotti che vendono oppure aneddoti divertenti su una Torino d'altri tempi.

In occasione dell'Avvento, si terrà un'edizione speciale del mercatino: quindi domenica 8 dicembre, approfittatene.

Per maggior informazioni visitate il sito.

domenica 17 novembre 2013

1966: in Italia uno dei primi fumetti erotici



Dall'idea di Giorgio Cavedon e Sandro Angiolini, nel 1966 nascono le tavole di una bella donna chiamata "Isabella"; sulle copertine appare la dicitura "Fumetti per adulti".
Considerato il capostipite del fumetto erotico, questo genere venne esportato all'estero, nonostante l'epoca delle censure.

Isabella Frissac la "Duchessa dei diavoli" è la disinibita protagonista di avventure che la vedono in costante pericolo di vita, sottoposta a torture e a situazioni sadomaso... decisamente hard per l'epoca. L'ambientazione è la Francia del Seicento, nonostante il prodotto sia tutto italiano, e questo sembra dovuto al grande successo che ebbe in quegli anni la "saga" - forse il termine è eccessivo - di "Angelica, la marchesa degli angeli", di cui io ricordo una serie televisiva molti anni dopo.

A dire il vero credo che i film ogni tanto vengano ridati in televisione. La protagonista è una bellissima donna dai capelli rossi che è spesso nuda!

Torniamo al nostro fumetto: le sue pubblicazioni durano una decina di anni, con oltre 200 numeri. Poi la storia si esaurisce.

Per chi colleziona fumetti d'epoca, una copia di "Isabella" non può mancare.


venerdì 15 novembre 2013

Bécassine: un fumetto senza nuvolette

Vede l'origine nel 1905.
Popolarissima negli anni '10 e tra le due Guerre.
Disegnata fino agli anni '60.
Riappare nel 2002 in un lungometraggio dal titolo "Bécassine. Le trèsor viking" (Philippe Vidal).

Ma chi è Bècassine? Il vero nome è Annaik Labornez, ma chiamata Bécassine da "becasse" cioè "fuori di testa"; è una rotonda ragazza Bretone che lascia la sua terra per andare a lavorare nella casa di una marchesa.

Il suo personaggio curioso la infila continuamente nei guai; diventa anche una specie di avventuriera che viaggia, guida, vola.

La caratteristica delle tavole è l'assenza dei baloon, sostituiti da lunghe didascalie che si leggono come se fosse un libro. La ricchezza dei disegni però le hanno inserite nel mondo colorato e ricco dei fumetti.



Monsieur Jabot: forse il primo fumetto?

Siamo nel 1833, quando un giovane trentenne svizzero pubblica "Histoire de Mr. Jabot", storia di un brillante damerino in giacca con le code, cilindro e bastone che, convinto del suo carisma, si aggira per eleganti salotti commettendo gaffe e creando situazioni imbarazzanti da cui ne esce mettendosi in posa.

I racconti di Monsieur Jabot sono forse i primi veri fumetti, anche se ancora senza il baloon; la struttura è a strisce, nei quali si susseguono le vignette e lo stile della narrazione è il medesimo dei fumetti, anche moderni.

Lo stesso autore, Rodolphe Topffer (1799-1846) creò una serie di personaggi poi entrati nella storia del fumetto: Docteur Festus, Monsieur Crepin e Monsieru Cryptogame, oltre al già citato Monsieur Jabot.

martedì 12 novembre 2013

Storia dei guanti


Lunghi come  quelli di Gilda, con le dita tagliate come Madonna negli anni '80, rosa per imitare Marilyn Monroe o di gomma come nel Rocky Horror Picture Show: i guanti da sempre sono un accessorio che non lascia indifferenti.
In alcune epoche, addirittura, le donne non uscivano di casa senza indossarli.

Ma forse pochi sanno che già nell'Odissea Omero parla di guanti, riferendosi però alla loro funzione anti freddo; anche nell'epoca degli antichi Egizi troviamo la presenza dei guanti: sembra che addirittura un paio sia stato trovato nella tomba del famoso Faraone Tutankhamon. Erano però utilizzati in modo differente dagli uomini e dalle donne: per i primi era segno di prestigio, mentre per le seconde il guanto, simile più alle "manopole" che ai guanti come li usiamo oggi, era protettivo delle mani dopo averle cosparse di unguenti.
Sembra che i Romani utilizzassero due termini differenti per indicare i guanti: "digitalia" per quelli con la forma delle dita e "manicae" per la copertura intera delle mani.

Nel Medioevo, poi, i guanti identificavano ceti e gruppi di persone, a seconda della forma e del colore. Particolare nota va data ai guanti in cotta di maglia dei cavalieri.
Da segnalare che erano utilizzati solo dagli uomini.

Dal IX secolo divenne anche un capo femminile.

I migliori produttori di guanti erano artigiani francesi e italiani, veneziani in particolare: il merletto di Burano era ricercatissimo.

La funzione di indumento da lavoro e protettivo non venne mai persa, ma il nuovo filone di indumento distintivo durò fino agli anni '60 quando, anche in Italia, le donne usavano piccoli guanti per uscire anche durante il giorno.

Negli anni '80 indimenticabili i guanti senza dita e borchiati. E come non citare il famoso guanto di Michael Jackson?